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venerdì, 23 maggio 2008

Federica Sciarelli - Chi l'ha visto, Marcolino?

Interno studio. Panoramica. Zoom sul bancone. Primo piano sulla conduttrice.

“E adesso parliamo di un altro caso. Un mistero che sembra intrecciarsi con uno dei fatti di cronaca che più hanno colpito l'opinione pubblica nelle ultime settimane. Parliamo della rapina fallita al supermercato. Una rapina  diventata tragedia con la morte di quattro persone in un incendio, seguito all'esplosione di un ordigno rudimentale, che i banditi avevano con sé per cancellare ogni traccia. Così almeno hanno stabilito le indagini della polizia. Che però non hanno saputo dare spiegazioni, sulla presenza o meno sul posto di un giovane funzionario di banca di 27 anni”.

Stacco dell'inquadratura. Infografico con il volto dello scomparso, il nome e i dati anagrafici. Voce fuori campo.

“Una telefonata al suo capo, giunta quando la rapina era già in corso, ha contribuito a dare l'allarme. Ma non è stata trovata nessuna prova della presenza di Marco Castracane, questo è il nome del giovane scomparso, nel supermercato Easy Market. E da quella chiamata, di lui si sono perse le tracce”.

Stacco dall'infografico. Zoom rapido sullo studio. Primo piano della conduttrice.

“Vediamo la ricostruzione della sua storia, nel servizio di Rita Pedditzi”.

Zoom out, mentre gli occhi della conduttrice si posano sul monitor. Stacco dallo studio. Messa in onda del servizio registrato.

Esterno urbano.

Campo largo sulle pareti annerite e le vetrine frantumate di un supermercato, in modo che l'inquadratura comprenda i nastri bianchi e blu della polizia, che delimitano il luogo del crimine. Primo piano sull'insegna rossa e verde spenta con la scritta Easy Market.

Stacco.

Volto dell'inviata.

“Questo è un luogo che gli italiani hanno imparato a riconoscere. Tutti i giornali ed i telegiornali hanno mostrato l'Easy Market di via Marconi, nel giorno della tragica rapina che ha scosso la vita di una tranquilla città di provincia. Un fatto di sangue senza precedenti”.

Stacco su immagini di repertorio: vigili del fuoco che spengono l'incendio, ambulanze, poliziotti concitati, curiosi con le mani sul viso, per la paura e per ripararsi dal fumo.

“L'assalto a un supermarket in un'ora tranquilla, ma non abbastanza perchè non ci fossero clienti né dipendenti. I banditi prendono ostaggi. Ma qualcosa va storto, perchè l'allarme viene dato subito e la polizia interviene, circonda l'edificio e si prepara al blitz. Poi l'esplosione, improvvisa, che segna il terribile epilogo. Nel supermercato restano quattro cadaveri. Uno è un dipendente del supermarket. Un altro è un malvivente. Due sono identificati come clienti. Uno di loro è morto prima dell'esplosione, ucciso da una coltellata alla schiena, probabilmente perché aveva tentato di reagire. Altre due persone muoiono nei giorni seguenti in ospedale, in seguito alle gravissime ustioni riportate nell'incendio: si tratta di un altro dipendente e del direttore del supermarket”.

Stacco sulle macerie del supermarket, campo largo per mostrare i passanti che oltrepassano veloci il luogo del crimine, ormai disinteressati. Voce fuori campo dell'inviata.

“Le indagini continuano, nel più stretto riserbo. Per ora risulta indagata soltanto una dipendente del supermercato, Matilde Satta, rimasta ferita anche lei nell'esplosione. Si sospetta che sia una complice. O almeno una basista. Ma s'immagina che uno, forse due banditi siano fuggiti nei concitati momenti dopo lo scoppio, riuscendo a far perdere le proprie tracce”.

Stacco su una via di un quartiere di periferia. Panoramica su un agglomerato di condomini. Zoom sul balcone del quarto piano di quello più vicino.

“In quegli stessi momenti, si perdono le tracce di Marco Castracane, per tutti Marcolino. Ventisette anni, una vita tranquilla e nascosta, un impiego in banca, pochissimi amici, la musica e il computer come hobby, quella mattina era uscito come al solito per andare al lavoro, alla filiale numero due dell'istituto di credito cooperativo di via Giacomo Leopardi”.

Stacco sulla banca. Prima l'esterno, poi l'interno. Primo piano di un uomo calvo e grassoccio, seduto a un'elegante scrivania. Sovrimpressione: Giuseppe Tremonti, direttore della banca.

“Direttore, quel giorno potrebbe essere lei l'ultima persona ad aver visto Marco Castracane”.

“Credo di sì. Siamo usciti insieme dall'ufficio, intorno alle 12,45. Appena fuori dalla porta della banca, le nostre strade si sono separate, come al solito. Io sono andato a mangiare al bar, lui nella direzione opposta. Credo che ogni giorno tornasse a pranzare a casa”.

“Era più strano del solito? Le ha parlato di qualche cosa in particolare?”

“Strano? No, direi di no. Marcolino è sempre stato di poche parole. Un gran lavoratore. Ma un ragazzo timido, molto riservato. Si faticava a fargli alzare lo sguardo dal monitor, quando era in ufficio. Non avrebbe mai confidato né a me né a nessuno dei colleghi se avesse avuto qualche preoccupazione particolare”.

“Ci parli della telefonata. Perchè lei è senza dubbio l'ultima persona ad averlo sentito”.

“Credo fosse più o meno l'una e mezza, quando ho ricevuto un sms sul mio numero di cellulare. Era di Marco e parlava di una rapina all'Easy Market, e diceva di chiamare la polizia. Gli ho telefonato subito. E mi ha risposto. In sottofondo c'erano rumori forti, voci e qualcos'altro, ma la linea era molto disturbata, lo sentivo a stento. Lui ha ribadito che non era uno scherzo, e di chiamare la polizia”.

“E lei che cosa ha fatto?”

“Ho chiamato subito il 113. Mi hanno risposto che avevano già ricevuto l'allarme e che le squadre erano sul posto. Poi ho riprovato a chiamare Marco. Ma il cellulare non dava segnale. Ho provato e riprovato, anche quando sono tornato in ufficio. Sapevo dai notiziari e da internet che la rapina era finita malissimo. E temevo che Marco fosse rimasto intrappolato dentro, visto che non era tornato al lavoro”.

“Ha avvisato qualcuno?”

“Ho richiamato la polizia, raccontando della telefonata e chiedendo se avessero notizie di lui tra le vittime o i feriti. Mi hanno fatto fornire una sua descrizione sommaria. E mi hanno rassicurato, dicendo che nessuno tra i quattro morti sembrava rispondere alle sue caratteristiche. E' stato un sollievo”.

“Ma presto è tornato a preoccuparsi...”

“Sì. Non quel giorno. Ho immaginato che avesse visto la rapina, avesse cercato di dare l'allarme e che poi non fosse venuto al lavoro, per lo shock, o la paura. Sarebbe stato nel carattere di Marco, fare una cosa del genere. Ma quando il giorno dopo non si è presentato in ufficio, ho chiamato a casa sua, a metà mattina. Mi ha risposto la madre, in lacrime. Piangeva così tanto che non riuscivo a capire che cosa diceva. Alla fine mi ha spiegato che non era tornato a casa, quella sera. E che non rispondeva al telefono. E non si era fatto vivo con nessuno. Le ho chiesto se sapeva della rapina. E mi ha detto di sì, che aveva ricevuto un sacco di telefonate, di persone che avevano ricevuto il messaggio via cellulare di suo figlio. Uguale al mio. Allora le ho suggerito di rivolgersi alla polizia. Sapevo che l'avrebbero almeno tranquillizzata sul fatto che non era lì dentro”.

Stacco. Le immagini tornano ai condomini di periferia. Zoom sul portone d'ingresso. Zoom più stretto sul nome Castracane, scritto sul citofono. Zoom out per inquadrare l'inviata, che indica l'ingresso.

“Questa è l'abitazione di Marco Castracane e di sua madre Antonietta. Vivono da soli da moltissimo tempo, da quando cioè il signor Castracane è morto, per un tumore, quando il figlio aveva solo cinque anni. Nel quartiere li conoscono tutti. E tutti non si capacitano della scomparsa di Marcolino. Troppo tranquillo, troppo timido, troppo affezionato a sua madre, ai suoi affetti, per fare un colpo di testa. Se lo ha fatto, se davvero se n'è andato – dicono – lo ha fatto perchè lo hanno costretto”.

Inquadratura su un pianerottolo. Porta socchiusa. Donna dietro la porta, con tuta da ginnastica, bigodini e grembiule da cucina. Sovrimpressione: Lucilla Marzi, vicina di casa.

“Marcolino era un pezzo di pane... cioè, è un pezzo di pane... scusi sa, l'emozione... che lui è ancora vivo. Di questo sono sicura. Marcolino non è uno che si caccia nei guai. E' vero, non aveva tanti amici, non usciva quasi mai se non per andare al lavoro. Ma era così tranquillo. E bene educato...”

Stacco. Interno di un piccolo appartamento. Zoom sulle foto disposte in bell'ordine su una scrivania. Un bambino con gli occhiali, la giacca, la cravatta e i capelli con la riga da una parte. Alto alto, con le braccia lunghe lunghe, fuori proporzione. Accanto un bambino che gioca con il trenino. Ancora accanto, la foto a colori un po' sbiaditi di un matrimonio. E poi il primo piano di un omone sorridente, con la faccia di Marcolino, ma più rotondo. E meno timido. Voce fuori campo dell'inviata.

“Un ragazzo bene educato, tranquillo, con pochi amici e nessun grillo per la testa. L'unico amore e il solo sostegno di Antonietta, sua madre. La donna ha accettato di mostrarci la sua casa, ma non ha voluto parlare”.

Stacco sul viso coperto da una mano di una donna, con i capelli mossi e bianchi.

“Troppo il dolore, troppa l'emozione, per farlo davanti a una telecamera. Ma a microfoni spenti, ci ha messo a parte di tutti i piccoli segreti di Marcolino”

Stacco su una stanza. Un letto singolo, colorato, da bambino. Un computer sulla scrivania. Mille cavi per la connessione internet, le casse, la stampante. Il porta cd stipato di videogiochi, dischi masterizzati, dischi di programmi. I poster alla parete. Guerre Stellari. E Irene Grandi. Una. Due. Tre volte Irene Grandi.

“Ecco il piccolo mondo del giovane Marco Castracane. Finito il lavoro in banca, questo era il suo nido, il suo rifugio. Questo era il computer, dove passava il tempo tra internet e videogiochi. E Irene Grandi era la sua vera passione. Marcolino era il suo nickname, il suo soprannome, nel forum via web dei fans della cantante fiorentina”.

Stacco sulla home page del sito

“Era uno degli utenti più attivi. Ma dal giorno della rapina, nessun messaggio. Abbiamo contattato gli utenti del forum, ma hanno appreso da noi della sua scomparsa. Anche se in molti si sono stupiti della sua improvvisa inattività nelle discussioni, che ha coinciso con l'inattività di un altro degli utenti più attivi. Tanto che qualcuno ha sospettato che Marco Castracane avesse due identità su internet, quella di Marcolino e quella di AngeloCustode. Ora sul sito è comparso un appello”.

Stacco sul messaggio del sito.

“Chiede a entrambi di tornare presto. E l'intenzione degli utenti è di coinvolgere in un appello anche la loro cantante preferita”.

Stacco su due poliziotti in divisa, affaccendati attorno alle macerie dell'Easy Market.

“Sulla sorte di Marco Castracane, ha cominciato a indagare anche la polizia. Non subito, come è prassi quando a far perdere le proprie tracce è un maggiorenne. Ma, nonostante il muro di riserbo che circonda la vicenda della tragica rapina, gli investigatori hanno fatto capire che hanno cercato tracce anche di Marcolino”

Primo piano di un uomo in giacca e cravatta, stanco, pallido e con le occhiaie da ispettore Derrick, solo più giovane. Sovrimpressione. Commissario Cecchi, squadra mobile della polizia.

“Abbiamo avuto segnalazione dei messaggi e della telefonata del Castracane, che lanciava l'allarme sulla rapina. Ed abbiamo verificato, tramite l'analisi delle celle gsm, che effettivamente è partita da una zona che possiamo collocare in un raggio di 200 metri dal supermercato. Ma è quella l'ultima traccia lasciata dal suo cellulare. Di certo, l'individuo non ha lasciato tracce nemmeno all'interno del supermercato. La scientifica non ha trovato nulla che lasciasse presumere la sua presenza lì dentro. Ed abbiamo analizzato minuziosamente ogni residuo, per quello che il terribile incendio ha lasciato intatto, ovviamente. Abbiamo controllato registri degli alberghi, degli aeroporti, movimenti delle carte di credito e dei bancomat dei suoi conti. Ma non abbiamo trovato nulla. Ora abbiamo inviato la sua foto a tutte le questure d'Italia. E il suo nome e profilo sono nel registro delle persone scomparse”.

“Ma commissario, possiamo escludere che Marco Castracane abbia avuto un qualsiasi ruolo in quella rapina?”

“Assolutamente sì. Possiamo escluderlo. Ma, mi perdoni, di più sulle indagini non posso dire. Siamo in una fase molto, molto delicata”.

Stacco. Esterno del supermarket. Voce fuori campo.

“Dunque la vicenda di un giovane e tranquillo impiegato di banda s'intreccia alla tragedia della rapina fallita, con sei morti. E mentre prove e indizi di una vanno in fumo in un incendio, le tracce di lui scompaiono nel nulla. Senza lasciar capire quanto la rapina e la sorte di Marcolino Castracane siano legate”.

Stacco. Immagini dello studio. Primo piano di Federica Sciarelli.

“Riepiloghiamo dunque i dati di questo caso. Stiamo cercando Marco Castracane”

Stacco. Infografico con la scheda dello scomparso.

“Ha 27 anni, è alto poco più di 1,80 ed è di corporatura longilinea e snella. Porta occhiali da vista ed ha occhi e capelli castano scuri. Nel giorno della scomparsa indossava un completo con giacca grigio scuro, pantaloni neri, una camicia celeste e una cravatta rossa. E' stato visto per l'ultima volta alle 12,45 circa del 13 aprile, all'uscita della banca in cui lavorava, la filiale 2 dell'istituto di credito cooperativo. Ma si sa che era nei dintorni del supermercato Easy Market di via Marconi, nei momenti concitati della rapina sfociata in tragedia, del 13 aprile scorso. Chiunque lo avesse visto, ovviamente, è pregato di contattarci”.

Stacco. Campo largo sulla conduttrice.

“Ma ora dobbiamo occuparci di un altro caso. Anzi, prima c'è una telefonata. Pronto?”

“Pronto?”

“Buonasera. Di quale caso ci vuole parlare?”

“Di quello dell'impiegato della rapina”.

“Sì... dunque, il caso di Marco Castracane che abbiamo appena finito di analizzare. Ci dica”.

“Credo di aver visto quel ragazzo”.

“Dove e quando?”

“Sabato. L'altro ieri. Ero ad Amsterdam con un gruppo di amici per una gita sociale. E in un bar vicino all'università c'era quel ragazzo”.

“Gli ha parlato?”

“No. Cioè sì. Nel senso che lui era uno dei baristi. E quando il tizio dietro il bancone ha capito che eravamo italiani, ci ha mandato lui”.

“Quindi la persona che ha visto fa il barista ad Amsterdam. Ma avete parlato?”.

“Nulla di più che prendere le ordinazioni. Ci ha salutato, gentilmente, ci ha servito da bere e poi se n'è andato. Non ci ha detto il nome. Però somiglia a quel ragazzo nella foto”.

“Ecco, le mostriamo di nuovo la fotografia”.

“Guardi... gli occhiali e i lineamenti sono identici. Ma aveva i capelli più corti, pettinati all'indietro e tinti un po' di biondo”.

“Si ricorda il nome del bar?”

“No, ma posso indicare dov'è”.

“Bene, molto bene. Le chiedo di restare in linea e di lasciare tutti i dati al nostro centralino. Grazie. Grazie davvero. E intanto, passiamo al caso successivo...”

autore: SerialLicker 17:20 | link | commenti (3)

Commenti
#1   26 Maggio 2008 - 08:37
 
bella l'idea, ottima la resa. bravo, serial!

(acc. ci siamo giocati riccardo? oddio, e' vero che ultimamente delirava un po'...)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente blogexperiment2

#2   26 Maggio 2008 - 15:05
 
Così sembra.

Sono morto.

Riccardo.
utente anonimo

#3   27 Maggio 2008 - 09:59
 
si mette male per Marcolino...

Bravo SL!!! :)
utente anonimo

Commenti